Progetto XVII sec.

Dal 2009 la nostra compagnia ha inaugurato un progetto finalizzato alla ricostruzione e alla divulgazione di temi legati alla storia locale e italiana di XVII secolo.

Il nome del nostro progetto Quei “Bravi” ragazzi, goliardicamente richiama la natura della nostra ricostruzione: evocando i bravi di Manzoniana memoria, ricostruiamo popolani e gente di malaffare, così come i bravi di Don Rodrigo, ma anche soldati di professione e veterani dei tercios.

Il progetto nasce dalla strettissima collaborazione tra la nostra associazione e l’associazione culturale Tabula Rasa di Jesi, con la quale nel 2011 abbiamo creato il Progetto Tercio de Naciones.

Progetto Tercio del Naciones

Il progetto “Tercio de Naciones” si sviluppa dalla collaborazione attiva di alcune Associazioni Culturali: ASCAMALTEA (VA), COMPAGNIA D’ARME STRATOS (BA) e TABULARASA (AN) con lo scopo di far conoscere, attraverso varie attività tra cui la Living History il XVII secolo.

Le associazioni coinvolte operano da anni attraverso la collaborazione con esperti nei più diversi settori scientifici, didattici, artigianali, artistici, editoriali e ricostruttivi nell’ambito della rievocazione storica applicata al marketing territoriale.

L’importanza che la Rievocazione Storica ha nel tempo acquisito all’interno delle politiche locali in ambito culturale e turistico, rende indispensabile il rispetto di due parametri fondamentali:

AUTENTICITÀ (di abiti, oggetti artigianali, pietanze tradizionali offerte in occasione di tali iniziative);

QUALITÀ (della rappresentazione nei suoi diversi aspetti, così come dei servizi allo spettatore).

Ogni nostra proposta per gli eventi rievocativi, viene elaborata con la consapevolezza di un contesto economico che chiama le Regioni e i territori ad altre responsabilità, con un obiettivo prioritario: lo sviluppo locale. Le Regioni italiane si stanno orientando sempre più verso una programmazione fatta di elementi di marketing territoriale e investimenti strategici. Questo comportamento è dettato dall’esigenza di promuovere il proprio territorio, sia quello regionale sia della città, “sfruttandone” il patrimonio culturale. Sempre di più le Regioni e i Comuni - delle città d’arte e dei piccoli centri - investono in cultura, riscoprendo le tradizioni del territorio per promuoverlo e per incrementarne lo sviluppo economico. In questa situazione in evoluzione, il fenomeno crescente delle rievocazioni storiche può essere un ulteriore strumento, efficace e funzionale, a disposizione delle amministrazioni locali. Grazie alle Rievocazioni Storiche e agli eventi ad esse correlati, le città e i borghi storici attraggono sia i turisti in cerca di cultura, sia i residenti in cerca di eventi. In sostanza, tutti i soggetti autori di un evento rievocativo - il Comune, i gruppi di rievocatori, i trasporti, gli esercizi commerciali, le strutture museali, quelle di accoglienza, di ristorazione, le imprese per l’informazione e la comunicazione e le aziende produttive presenti sul territorio concorrono, in misura diversa, a incrementare il flusso turistico e lo sviluppo locale.

Informazioni generali sul “tercio”.

Tercio (anche “Tercios spagnoli”) era un termine utilizzato dall’esercito spagnolo per descrivere un tipo misto di fanteria, composto da circa 3000 picchieri e moschettieri. Questo tipo di formazioni militari e le loro tecniche belliche furono formalizzate e sviluppate soprattutto dal generale Gonzalo Fernández de Córdoba, durante le guerre d’Italia. Rappresentò la trasformazione e il passaggio dalle istituzioni militari medievali a quelle moderne. Era composto principalmente da soldati di professione, disciplinatissimi e molto combattivi, che furono conosciuti per la loro invincibilità in combattimento in pieno Rinascimento e persino durante i secoli XVI e XVII. E proprio per la loro determinazione in battaglia furono sempre molto temuti dai loro nemici (questa reputazione nacque con la battaglia di Pavia del 1525, in cui fu catturato il sovrano francese, Francesco I), tanto che la loro apparizione in battaglia o il semplice sapere che sarebbero scesi in combattimento provocò spesso diserzioni tra i nemici.

Questo esercito non era composto interamente da spagnoli, ma anzi per gran parte era formato da mercenari tedeschi, italiani, valloni e soldati provenienti dai territori spagnoli in Olanda, Napoli e Sicilia. Tipico esempio fu il famoso Tercio Viejo di Sardegna o più semplicemente Tercio de Cerdeña, i cui mercenari isolani erano anticamente inquadrati persino nella gamurra.

Le truppe miste dei Tercios spagnoli, già orgoglio di sovrani come Ferdinando II il Cattolico, si distingueranno in seguito per disciplina e professionalità, dimostrandosi superiori ad altri combattenti. Tra le testimonianze belliche d’epoca post-rinascimentale si ricorda lo scontro che li vide restare sul campo insieme al loro comandante nella battaglia di Rocroi (1643), mentre i tedeschi e i valloni si davano alla fuga. Solamente con la quarta carica di cavalleria francese, supportata dal fuoco dell’artiglieria nemica, furono costretti pure loro a rompere i ranghi.

Combinando la rigidità della linea dei picchieri e la potenza di fuoco a lunga gittata dei moschettieri, il tercio si rivelò ideale sia per la difesa che per l’offesa. Fu proprio con la battaglia di Rocroi che ebbe fine il predominio del tercio, e così, nel tardo XVII secolo gli spagnoli abbandonarono questa ormai obsoleta struttura militare, per adottare quella più flessibile di battaglioni e reggimenti, sul modello francese. Questo nuovo sistema fu promosso da Gustavo II.

Adolfo di Svezia e sarebbe stato dominante nel XVIII secolo.