Gruppo di studio sulla cucina storica

Responsabili: Dott.ssa Patrizia Albrizio e Dott.ssa Gilda Dapalo.

Gruppo di lavoro: Dott.ssa Patrizia Albrizio, Dott.ssa Gilda Depalo, Luigi Del Popolo, Roberto Ravoni.

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La sezione del sito della Compagnia d’Arme Stratos relativa alla cucina medievale nasce dal desiderio di comprendere la storia sotto vari punti di vista. La storia non è solo un elenco di vicende politiche, guerre e date, essa è soprattutto il risultato di innumerevoli vicende  umane di cui sono spesso ricordate le grandi gesta o i momenti più significativi. Per questo spesso vengono messi da parte e non considerati, particolari creduti insignificanti solo perché relegati nella sfera del privato. Tuttavia anche questi particolari sono pregnanti delle diverse culture e civiltà che hanno abitato l’Europa.

Come si vestivano, che cosa leggevano come e dove viaggiavano e cosa e come mangiavano? Giacché anche l’alimentazione è un momento centrale e ineluttabile della vita dell’uomo, allora è in se stesso, un fatto di cultura. Tuttavia tale cultura non si riferisce solo ai cibi che mangiavano, che sceglievano o preferivano, si addice anche dei modi di approccio alla tavola, al cibo e alle bevande che caratterizzavano gli uomini del passato. É la volontà di capire a fondo tali civiltà che ci ha spinti ad approfondire anche tale particolare argomento.

Tuttavia non è solo l’amore per la storia che ha acceso la scintilla.

Il nostro gruppo di lavoro sulla cucina medievale ha deciso di portare avanti la ricerca sull’alimentazione

IMG1039.JPGnel medioevo sostanzialmente per tre ragioni: la prima è quella di divulgare le informazioni ricavate dallo studio di testi di cucina medievale e dei saggi storici sull’alimentazione  principalmente per sfatare tutti i dubbi e le convinzioni popolari sulla cucina del passato, ritenuta da molti come una mera necessità alimentare e di sopravvivenza. La cucina è una cultura e come lo è la cucina odierna, anche nel medioevo non era da meno. Non si può pensare che nel medioevo la gente mangiasse carne avariata il cui sapore cattivo venisse nascosto dall’uso inconsapevole di spezie (peraltro molto costose), la gente non mangiava solo carne alla brace, le preparazioni e i procedimenti erano spesso molto elaborati, e contrariamente a quanto si possa pensare, il pomodoro e la patata erano perfettamente sostituiti da tanti altri alimenti che oggi non vengono più usati. La cucina del passato era molto ricca!La seconda ragione è stata dettata dalla necessità di cucinare durante eventi di ricostruzione storica che ci vedono impegnati per intere giornate. Piuttosto che fare dell’ora dedicata al desco un mero momento di

necessità alimentare, abbiamo ritenuto più opportuno mettere in pratica tutto ciò che è stato analizzato durante le nostre ricerche, non solo perché la sperimentazione pratica nelle comode cucine moderne risultava fuorviante, ma soprattutto perché abbiamo scoperto che cucinare nelle più spartane cucine da campo, dove la sperimentazione è più pura e i sapori sono decisamente diversi, perché differenti sono i procedimenti di cottura, ci avvicina e ci aiuta a respirare il vero profumo del passato.

stratos107.jpgLa terza ragione che ci ha spinto a mettere in pratica la sperimentazione della cucina medievale è che sostanzialmente siamo degli inguaribili amanti del cibo e di tutto ciò che ad esso è legato. Ci siamo innamorati di quei sapori dimenticati dal tempo e dalla cucina moderna, perché abbiamo scoperto le spezie che probabilmente mai avremmo usato, perché abbiamo scoperto quanto è buono anche solo il pane con l’olio senza il pomodoro, ed infine perché quando cuciniamo in campo e sui vestiti e i capelli si attacca quel tipico “odore di manifestazione”, che non va via con un solo lavaggio, tutto assume un sapore diverso e diventa più bello!

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